Skyline Riviera dei Cedri

Esperienza Culturale

Percorso Storico

Dal Paleolitico Superiore ad Oggi

Durata
6 Ore

Punti d'Interesse dell'Itinerario

  • Torre Talao, torre costiera risalente al XVI secolo.
  • Parco Laos, In prossimità dell'abitato vi sono alcuni ritrovamenti archeologici III-IV secolo a.C.
  • La Rondinella, passione per la vita quotidiana e amore delle tradizioni e del territorio.
  • Grotta del Romito, sito risalente al Paleolitico superiore contenente una delle più antiche testimonianze dell'arte preistorica in Italia.

Come si svolge l'esperienza:

La nostra visita parte dalla Torre Talao, da dove potremmo ammirare la costa della città di scalea, poi ci incammineremo nei vicoletti del centro attraversando la storia di questa località, passando tra le famose Quattro porte.


Torre Talao

Torre Talao è una torre costiera risalente al XVI secolo; si trova nel comune di Scalea ed è un esempio di architettura militare aragonese nell'Italia meridionale. La torre fu fatta edificare nel 1563 da Pedro Afán de Ribera d'Alcalà, viceré del regno di Napoli.
La Torre Talao oggi è il simbolo di Scalea.

In origine lo scoglio di Torre Talao era un’isola. Poi in seguito ad un fenomeno d'interramento è diventata penisola e oggi è completamente all'asciutto.
Le grotte dello scoglio di Torre Talao furono abitate dagli uomini della preistoria.

Torre Talao fu costruita nel XVI secolo. Faceva parte del sistema difensivo costiero, contro le incursioni dei turchi, voluto dal Carlo V (Carlo d'Asburgo)
Torre Talao venne costruita a carico della gente del posto. Ogni cittadino dovette contribuire all'edificazione della Torre o con una somma in denaro o con la prestazione gratuita secondo le proprie capacità.
Verso la fine del XVII secolo Torre Talao venne privata dei suoi cannoni, in precedenza sistemati per la difesa della costa.
All'inizio del XX secolo il proprietario del tempo, Del Giudice, imbottigliò l'acqua solfurea della sorgente alla base dello scoglio di Torre Talao e la mise in commercio con notevole successo.


  

Parco Laos

Laos era un'antica città che sorgeva sulla riva destra del fiume Laus. Corrisponde all'attuale Marcellina, frazione di Santa Maria del Cedro, adiacente a Scalea.

"Laos", è stata fondata dagli abitanti di Sibari che erano fuggiti dalla distruzione della loro città, avvenuta nel 510 a.C. in seguito alla guerra contro Crotone.
Al tempo di Plinio la città era già scomparsa.
La monetazione di Laos (il toro retrospiciente) indica i legami della città con Sibari, le cui monete avevano la stessa tipologia. Secondo il grande storico romano Strabone, Laos era grande quanto Pompei.

I resti delle città si trovano sul colle 'S.Bartolo', in frazione Marcellina. I numerosi reperti rinvenuti sono oggi conservati nell'antiquarium di Scalea e al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Gli scavi dell'area archeologica sono oggi ostacolati dallo sviluppo urbanistico del centro abitato, cresciuto proprio al di sopra di Laos.
Vicino alla sorgente del fiume Laos sorgeva la città di Ursentum (Orsomarso).


  

Grotta del Romito

La grotta del Romito è un sito risalente al Paleolitico superiore contenente una delle più antiche testimonianze dell'arte preistorica in Italia, e una delle più importanti a livello europeo, situata in località Nuppolara nel comune di Papasidero.
All'esterno si trovano alcune incisioni rupestri, tra le quali la più importante è un graffito raffigurante due bovidi (Bos primigenius), e tracce di antiche sepolture, risalenti a 9.200 anni fa. Il ritrovamento del graffito è avvenuto nel 1961, è stato datato dagli esperti come appartenente al Paleolitico superiore. Una riproduzione dell'originale si conserva al Museo Nazionale di Reggio Calabria. Altri reperti sono esposti al Museo e istituto fiorentino di preistoria.
All'interno del sito è altresì presente uno strato risalente all'età Neolitica nel quale si ritrovano grosse quantità di ossidiana. Tale ritrovamento è all'origine dell'ipotesi secondo la quale la grotta fosse anticamente una base intermedia per il commercio dell'ossidiana tra Tirreno e Ionio.

L'importanza del sito di Papasidero a livello europeo è legata all'abbondanza di reperti paleolitici, che coprono un arco temporale compreso tra 23.000 e 10.000 anni fa, ed hanno consentito la ricostruzione delle abitudini alimentari, della vita sociale e dell'ambiente dell'Homo sapiens.
Il sito è attualmente visitabile grazie all'intervento dell'Istituto Italiano di Archeologia Sperimentale in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Calabria ed il comune di Papasidero. Sul posto sono stati infatti realizzati interventi atti a garantire l'accesso alla grotta (passerelle, impianti di illuminazione) e la fruizione integrata del sito archeologico (guide audio multilingue, materiali didattici per bambini). Il sito è altresì corredato di un antiquarium, dove sono esposti alcuni reperti.


  

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